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Animale investito: Niente risarcimento se c'è il cartello.

Vi raccontiamo la curiosa vicenda di una donna sulla provinciale che porta a La Spezia al volante del suo veicolo. All'improvviso sbuca un cinghiale che la donna non riesce ad evitare, provocando ingenti danni al proprio veicolo. Sul posto intervengono le autorità che fanno i rilievi del caso e redigono verbale.

La signora si rivolge al Giudice di pace per ottenere il risarcimento del danno dal gestore della strada, chiamando in causa sia la Provincia di la Spezia, che la regione Liguria, in via solidale. La ricorrente vede far valere le sue ragioni, ed il giudice, seguendo la teoria della donna, condanna i due enti al risarcimento, la Regione in quanto gestore della fauna selvatica, e la Provincia per la gestione della strada, dove nulla aveva fatto per evitare la possibilità di invasione della carreggiata da parte degli animali selvatici. La Provincia impugna il ricorso in appello e la sentenza viene ribaltata.  

Il Tribunale da invece ragione alla provincia, facendo leva sulla presenza nel tratto incriminato di cartelli stradali che avvisavano della possibile presenza di animali selvatici vaganti, e sull'impossibilità materiale da parte della stessa di recintare una cosi ampia zona boschiva. Il primo aspetto comporta infatti determinati accorgimenti da parte del guidatori, quali il rallentare, il fermarsi e l'evitare di suonare il clacson.

La provincia è riuscita a provare il caso fortuito, ovvero l'aver messo in atto tutte le misure possibili per evitare il sinistro.

 

Per approfondire l'argomento visita la nostra sezione dedicata all'infortunistica stradale, oppure visita il sito www.incidente-stradale.it

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