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Cassazione: i rilievi dei vigili fanno piena prova in caso di incidente.

La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con sentenza depositata il 28 maggio 2013, n. 13195, ha accolto il ricorso di un motociclista che si era visto attribuire un concorso di colpa maggioritario, nella responsabilità di un grave incidente in cui aveva perso la gamba sinistra. La sentenza annullata è della Corte di Appello di Milano, che non ha considerato le doglianze espresse dall'automobilista con riguardo a un dato emerso nella ricostruzione dell'incidente operata dal CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio). Nella specie si trattava del segno di una frenata, che per i vigili avveniva a 50cm dalla linea di mezzeria, mentre per il C.T.U. era avvenuta a 30 cm da detta linea. A prescindere da quanto la posizione della frenata possa incidere sulla responsabilità gli Ermellini sono inflessibili nel ritenere che i rilievi effettuati dai vigili e verbalizzati non possono essere ignorati, e fanno piena prova fino a querela di falso. Per questo la questione dovrà essere decisa nuovamente dalla Corte d'Appello di Milano, in diversa composizione.

174MILA EURO PER UNA GAMBA, IL MOTOCICLISTA NON CI STA - L'incidente aveva causato danni gravi. Il motociclista, riconosciuto in appello colpevole all'80%, ha riportato la perdita della gamba sinistra. Questo evidentemente pesa non solo dal punto di vista economico, perchè nessuna cifra può rimpiazzare una gamba, ma anche sul piano morale, se si considera che spesso chi è coinvolto in incidenti stradali tende a non riconoscere le proprie responsabilità  figuriamoci quando gli si chiede di riconoscersi responsabile di un danno simile. Quindi molteplici ragioni hanno animato la battaglia legale del motociclista. Il punto su cui il ricorso del motociclista è stato accolto non è detto che sia decisivo. L'incidente ha coinvolto un motociclista che viaggiava vicino alla linea di mezzeria: questo da l'idea di una dinamica comunque complessa e non è detto che il dato della distanza della frenata da quella linea risulti rilevante. E' però interessante il principio affermato dai Giudici di Piazza Cavour, che rafforza il valore del verbale delle autorità intervenute, limitando al contempo la possibilità di ripetere gli stessi accertamenti, nel successivo giudizio.

L'IMPORTANZA DEI PRIMI RILIEVI DELLE AUTORITA' - Il principio esposto in sentenza è che se l'atto formato da pubblico ufficiale "fa piena prova fino a querela di falso" (art. 2700 c.c.), allora non si può accantonare in favore di un atto identico predisposto in seguito da unconsulente tecnico di ufficio (che peraltro non riveste la qualifica di pubblico ufficiale). Il verbale delle autorità intervenute sul luogo del sinistro ha una notevole importanza, è noto, nellaricostruzione della dinamica dei sinistri. In particolare il verbale assume un peso rilevante nella parte in cui gli agenti riportano ciò che hanno constatato personalmente. E' proprio il caso dei rilievi, che misurati e certificati nell'immediatezza del sinistro, non possono essere poi superati da successive analoghe misurazioni. Ciò porta a riflettere sulla grande importanza dei rilievi svolti dalle prime autorità intervenute sul luogo dei sinistri gravi, cause di gravi lesioni o di morti. Ha sicuramente ragione il Generale Garofano, intervistato tempo fa da Sicurauto.it, che ebbe a dire che manca in Italia la mentalità del considerare il luogo dell'incidente stradale come una scena del crimine, e mancano forze specializzate che sappiano preservare le tracce e ogni frammento utile alla ricostruzione della dinamica, con "conseguenze anche nefaste", sull'attribuzione delle responsabilità.

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